La città sacra. Il figlio di Ramses di Christian Jacq (TRE60)

Dopo un’interminabile separazione, finalmente il principe Setna giunge a Menfi per ricongiungersi alla sua amata Sekhet. Certo di poterla riabbracciare presto, è ormai vicinissimo, ma Keku, il terribile mago nero, padre di Sekhet, l’ha preceduto: con un tranello e con l’aiuto dei suoi soldati ha rapito la giovane donna per ucciderla, prendere possesso della sua anima e sfruttare così i poteri del magico Vaso di Osiride, trasformandolo in una potentissima arma di distruzione per rovesciare Ramses e instaurare il regno delle tenebre. Per il figlio del faraone è il momento della resa dei conti: lottando contro il tempo, non soltanto dovrà ritrovare Sekhet, sperando che sia viva, ma dovrà anche impadronirsi una volta per tutte del Vaso di Osiride, da cui dipende il destino del regno di Ramses. In un duello all’ultimo sangue con il potentissimo mago nero, Setna metterà a repentaglio la propria vita nell’ultimo, estremo tentativo di sconfiggere le forze del male…

Guida alla rivoluzione francese di Roberto Paura (Per Odoya in libreria dal 25 agosto 2016

Perché una Guida alla rivoluzione francese? Non stona in mezzo alla letteratura degli Stati Uniti, al cinema di fantascienza, alla letteratura erotica o alla musica dei balcani e del caucaso, per citare alcune delle tematiche trattate di recente nelle nostre, ormai conosciute, Guide?

La sottocollana è partita – ormai anni fa – da un concetto: orienteering. Saggi che siano strumenti utili per tracciare percorsi tematici e non perdersi nel marasma delle informazioni di questa era informatica. Per questo il presente è completamente in linea con gli altri libri della sottocollana: con uno schiocco di dita si ritrova il filo di Arianna che collega il 9 Termidoro al 18 brumaio oppure le idee illuministe alla Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina; Sieyès a Marat etc

Per quel che riguarda il taglio non abbiamo molto da aggiungere alla descrizione dettagliata citata qui sotto e firmata da Roberto Paura. Già molto apprezzato per La strada per Waterloo (sulla caduta di Napoleone) e per Storia del Terrore (rivoluzionario), Paura è la persona più indicata per fornire ai lettori questo nuovissimo e approfondito vademecum.

Inoltre, la rivoluzione non è mai stata così bella da leggere e regalare, perché la grafica delle Guide Odoya, oltre che illustrare la storia di cui parliamo, le rende un oggetto unico nel suo genere. Questo fa del nuovo libro di Paura una vera e propria “chicca” da tenere in bella mostra sul tavolino del salotto.

«Questa Guida non è naturalmente, né potrebbe esserlo, un tentativo di replicare e aggiornare il Dizionario critico di Furet e Ozouf, che pure è stato costantemente consultato nel corso della stesura; ci sono oggi validissimi e aggiornati volumi collettanei che riassumo l’evoluzione del dibattito critico sulla Rivoluzione, come The Oxford Handbook of the French Revolution curato da David Andress o A Companion to the French Revolution a cura di Peter McPhee. Né vuole essere una nuova storia della Rivoluzione francese: quella di Albert Mathiez e di Georges Lefebvre resta ancora insuperata, nonostante risalga agli anni Trenta e Quaranta, e chi vuole accostarsi a nuove chiavi di lettura può sicuramente trarre profitto – seppur con tagli profondamente diversi – dalla consultazione della Nouvelle histoire de la Révolution française di Jean-Clément Martin, di A People’s History of the French Revolution di Eric Hazan, o di The Coming of the Terror in the French Revolution di Timothy Tackett (le ultime due si fermano tuttavia al 1794). Questa Guida ha piuttosto l’ambizione di rappresentare una sintesi divulgativa della Rivoluzione al di là dello schematismo dei manuali scolastici e universitari o del nozionismo di Wikipedia (o di altre enciclopedie che ritengono di poterle tener testa). Un’opera che il lettore può leggere dalla prima all’ultima pagina o saltando da un capitolo all’altro, approfondendo un tema piuttosto che un altro. Un’opera, soprattutto, che vorrebbe restituire un’immagine fresca, vivida e attuale della Rivoluzione francese». (Dall’introduzione dell’autore)

Roberto Paura è dottorando di ricerca all’Università di Perugia e direttore della rivista «Futuri». Giornalista e scrittore, ha già pubblicato con Odoya La strada per Waterloo. Declino e caduta dell’Impero napoleonico (2014) e Storia del Terrore. Robespierre e la fine della Rivoluzione francese (2015).

L’ ultima stella. La quinta onda di Rick Yancey (Mondadori)

È nel nostro cuore che si combatte la battaglia finale per la terra. Gli Altri sono il nemico. Il nemico è dentro di noi. Anzi, no, non c’è. Il nemico è quaggiù, è lassù, non è da nessuna parte. Vuole la Terra, vuole aiutarci a non perderla. È venuto qui per eliminarci, è venuto qui per salvarci. Dietro queste parole sibilline si cela una verità inconfutabile: Cassie è stata tradita. Anche Ringer. E Zombie. E Nugget. E, come loro, sono state tradite più di sette miliardi di persone che vivevano sulla Terra. Tradite prima di tutto dagli Altri. E ora anche da loro stesse. E proprio negli ultimi giorni prima della fine, i sopravvissuti dovranno decidere cosa è davvero importante: salvarsi o salvare ciò che li rende umani. Nel capitolo conclusivo della saga firmata da Rick Yancey si decide il destino del pianeta in un crescendo inarrestabile di perdite, emozioni e azioni eroiche.

Tra me e il mondo di Coates Ta-Nehisi (Codice)

“Tra me e il mondo” è una lettera che l’autore scrive al figlio Samori nel giorno del suo quindicesimo compleanno. Coates racconta: la storia della sua infanzia nella parte sbagliata di Baltimora, della paura delle strade e delle gang, della scuola, della violenza, della polizia. Vincere questa paura, la paura di perdere il proprio corpo, diventerà lo scopo della sua vita. Per la prima volta la ricostruzione della storia americana riparte da zero; e riparte proprio da Ground Zero – dove ben prima del crollo delle torri gemelle c’era la sede del mercato degli schiavi della città di New York – per arrivare alle continue uccisioni ingiustificate di neri da parte della polizia, una violenza che diventa in questo racconto la storia universale del razzismo. Questo è un libro da cui nessuno uscirà indenne.

La ragazza di fronte di Margherita Oggero (Mondadori)

Quando era bambino, arrivato a Torino dal Sud, Michele era rimasto incantato dalla bambina che leggeva, seduta sul terrazzino di fronte. Quando era bambina, tormentata dai fratelli gemelli scatenati, Marta si rifugiava sul balcone per sognare le vite degli altri. Come una folata di vento che scompigli la quiete del grande cortile che li separa, ora la vita ha rimescolato le carte. Marta è una donna adulta, indipendente e sola, con un solo motto – bastare a se stessi, come i gatti – e un solo piacere segreto: spiare da dietro le tende, al buio, la finestra di fronte. È andata lontano, ha viaggiato e da poco è tornata a casa, in un condominio simile a quello dell’infanzia. Anche Michele si è spinto dove nessuno avrebbe pensato, e ogni giorno per mestiere vede gente che fugge e che torna: guida i Frecciarossa attraverso l’Italia, e in poche ore solca la penisola per poi rientrare nel suo nuovo appartamento e affacciarsi ancora una volta su un cortile. Fino a quando succede una cosa imprevista, anzi più d’una: di quelle che accelerano il corso dell’esistenza, che costringono a uscire dal guscio protettivo che ci costruiamo, a guardarsi negli occhi. A quanti di noi è capitato di abitare in un grande caseggiato, di quelli con un ampio cortile di giorno popolato di voci e la sera di luci che rivelano le vite degli altri?

Il giardiniere del re di Philippa Gregory (Sperling & Kupfer)

Con il suo Giardiniere del re, primo volume di un dittico travolgente, Philippa Gregory ridà corpo a uno degli uomini più affascinanti dei suoi romanzi.

Viaggiatore instancabile, primo architetto di giardini, raffinato conoscitore della natura, leale confidente di nobili e reali d’Inghilterra nel secolo delle grandi scoperte, il Seicento. Tutto questo e qualcosa di più è John Tradescant. Eppure era nato in una famiglia di umili origini, che solo il suo straordinario talento, e la sua proverbiale discrezione, avevano fatto dimenticare. Tanto da farlo diventare il giardiniere del re, e soprattutto l’affidabile e silenzioso depositario dei più reconditi segreti della corte di Carlo I. Compresi quelli che riguardavano l’impareggiabile Duca di Buckingham, l’uomo più potente – e controverso – di tutto il Paese. Circondato dal lusso e dalla ricchezza, dall’amore della moglie e dei figli, dall’amicizia dei potenti, il giardiniere reale non poteva certo aspettarsi che la Storia lo avrebbe travolto insieme a chi lo aveva protetto. Ma il popolo può essere feroce contro chi considera un usurpatore, e l’esistenza idilliaca di Tradescant fu sconvolta da una sanguinosa guerra civile. John si trovò all’improvviso dalla parte sbagliata delle barricate. E dovette fare la scelta più difficile della sua vita. Con il suo Giardiniere del re, primo volume di un dittico travolgente, Philippa Gregory ridà corpo a uno degli uomini più affascinanti dei suoi romanzi: geniale e avventuroso, John Tradescant vive in equilibrio fra una natura che domina con passione e il lusso sfrenato e decadente di una corte dal destino segnato.

A caccia di draghi. La conquista delle Alpi di Fergus Fleming (Elliot)

“Qui draghi” era l’indicazione che spesso le antiche mappe riportavano negli spazi vuoti riferiti alle Alpi. Spaventose eppure affascinanti, erano considerate luoghi paurosi popolati da creature mostruose e malvagie. Si dovrà aspettare la fine del XVIII secolo perché avvenga il primo tentativo di ascensione al Monte Bianco, e altri anni ancora per il raggiungimento della sua piatta e spettrale cresta ventosa. Fergus Fleming ripercorre qui la storia della loro conquista fino ai nostri giorni, sottolineandone le implicazioni scientifiche e sociali e ritraendo con maestria e humour i profili dei grandi pionieri, anche nei loro aspetti più debolmente umani: uomini e donne eroici ma dominati a volte da gelosie, rivalità, manie e ossessioni, personaggi bizzarri che compongono una vicenda straordinaria dalla trama spesso a tinte fosche.

Il nostro futuro. Come affrontare il mondo dei prossimi vent’anni di Alec Ross (Feltrinelli)

È facile dimenticare quanto è cambiato il mondo negli ultimi decenni, perché viviamo immersi nel presente. Ed è ancora più facile non pensare a quanto cambierà il mondo nei prossimi anni, perché spesso la trasformazione è imprevedibile, inarrestabile – e rischiosa. Alec Ross, consigliere dell’amministrazione Obama per l’Innovazione e docente alla Columbia University, ha lavorato per anni alla frontiera del cambiamento, viaggiando in tutto il mondo, dal Kenya delle start-up alla Corea del Sud dei fantascientifici laboratori di ricerca, per cogliere gli sviluppi tecnologici in tempo reale. Vero e proprio “futurologo”, Ross ha scritto questo libro con uno scopo ben preciso: raccontare a tutti il futuro che ci aspetta, per aiutarci a trovare il nostro posto nel nuovo mondo: “Vent’anni fa avrei voluto leggere un libro capace di prevedere la rivoluzione di internet. Oggi ho provato a scriverlo io: dal codice informatico al codice genetico”. Passando dalle analisi economiche più dettagliate al racconto appassionante di storie concrete dai quattro angoli del pianeta, Ross affronta tutti i temi più caldi dell’innovazione – dalla ricerca genetica alla cybersicurezza alla rivoluzione dei Big Data – evidenziando le sue ricadute sulle decisioni che ognuno di noi dovrà prendere nei prossimi vent’anni: cosa studiare (e cosa far studiare ai nostri figli)? Che lavoro scegliere? Come investire i nostri risparmi?

“The Doors” – The Doors in direzione del prossimo whiskey bar di Giuseppe Calogiuri (iQdB Edizioni di Stefano Donno)

 “Ci vuole coraggio. Sì, ci vuole molto coraggio nel chiedermi di scrivere una prefazione a un libro su di una band degli anni ’60. Perché, anche a voi che leggete, qual è il primo pensiero che vi viene in mente? Sicuramente uno di quegli insopportabili gruppi frikkettoni, hippie, pacifisti, lenti e insulsi sul modello di Mamas&Papas o Jefferson Airplane (ne sono certo). Per fortuna, anche in quegli anni terribili dal punto di vista musicale qualche luce affiorava nel buio. E, forse, una luce più di tutte, quella di The Doors! Ed è di questa luce che questo libro vi parla. Meglio, ve la racconta. E Giuseppe Calogiuri, conoscendo questa mia debolezza, ha saputo trovare lo strumento e il coraggio giusto. Ma, forse, è necessario andare per ordine… Il 4 gennaio 1967 The Doors pubblicano il loro primo album omonimo. Non siamo in un anno qualsiasi, quel 1967 segnerà la storia degli Stati Uniti, prima, e dell’intero mondo occidentale, poi. Già da qualche anno le forze armate di Washington combattono lontano da casa una guerra non ufficiale. Dall’inizio del suo mandato presidenziale, il “progressista” John F. Kennedy ha cominciato a prendere i ragazzi del suo paese per scaraventarli dall’altra parte del mondo. The Golden One (citando The Human League), figlio di una famiglia arricchitasi spropositatamente grazie al commercio illegale di alcol, ha precipitato gli Stati Uniti nel fango del Vietnam. Il suo successore, Lyndon B. Johnson, ha continuato il lavoro. Anzi, lo ha portato alle estreme conseguenze. Il 7 agosto 1964, il Congresso americano – approvando la H.J. Res. 1145 (conosciuta come la “Risoluzione del Tonchino”) – ha consegnato al Presidente un assegno in bianco per portare le truppe ovunque ritenesse necessario. È l’inizio della presidenza imperiale. E’ anche l’inizio, in pratica, della coscrizione obbligatoria per i giovani americani. Quella carne fresca serve. È indispensabile per combattere nelle paludi e nelle giungle del sud-est asiatico. Nel 1968, saranno ben 500.000 i soldati impiegati in Vietnam (con infiltrazioni anche in Cambogia e Laos per inseguire i charlie). In questo clima, le Università sono le istituzioni che, più di altre, risentono della guerra. I ragazzi che “vincono” alla perfida lotteria della coscrizione hanno solo tre scelte: 1) accettare l’arruolamento; 2) scappare, magari in Canada (come Jack Nicholson); oppure 3) scegliere la strada dell’obiezione di coscienza. La terza è una scelta difficile, ti mette fuori dalla società e, per questo, ci vuole un coraggio enorme. Un campione sportivo all’apice della carriera rifiuterà più volte l’arruolamento e il 20 giugno del 1967 sarà giudicato colpevole di tradimento. Quell’uomo era Muhammad Ali! Una nuova strada doveva essere trovata. E qui la musica sarà fondamentale come mezzo di aggregazione per tutti coloro i quali volevano fare qualcosa. Il 1967 regalerà alla costa occidentale degli Stati Uniti la Summer of Love e al Vecchio Continente la spinta alla rivolta studentesca, che in Europa inizierà nel maggio dell’anno dopo. La scintilla partita dall’Università di Berkeley, in California, diventerà fiamma viva in altri atenei, per trasformarsi in incendio a Parigi. Il Monterey Pop Festival del giugno 1967 sarà il pretesto che permetterà agli studenti di unirsi, confrontarsi e cogliere tutti i segnali che artisti come Jimi Hendrix o The Who sputavano dal palco. Segnali che, in un modo o in un altro, volevano dire rabbia. Beh, The Doors sono figli e, insieme, strumento di quella rabbia e di quella società americana che è confusa e terrorizzata dai suoi stessi leader. Una società che ha visto cadere i propri miti politici con l’assassinio di Kennedy, o quelli sportivi, con l’arresto di Ali, e che vede, continuamente, partire i propri ragazzi verso luoghi lontani e impronunziabili per tornare, poi, in casse avvolte dalla bandiera a stelle e strisce. Una generazione di giovani e adolescenti che si rifugia sempre più nelle droghe. Magari nuove droghe come l’LSD, che aprono nuove porte. E queste porte sono quelle già narrate da William Blake e che Jim Morrison, Ray Manzarek, Robby Krieger e John Densmore faranno proprie e attraverseranno con l’arroganza, l’incoscienza e la rabbia dell’età. Arroganza, incoscienza e rabbia che non si possono non condividere e abbracciare. Abbracciare anche da parte di chi, come me, è cresciuto con e nel punk, prima, e nella new wave, dopo. Un triade di valori e sentimenti che tutti insieme risiedono in quella prima prova discografica e che, qui, Giuseppe Calogiuri analizza e descrive con sapienza tecnica assolutamente invidiabile (almeno da parte di chi crede che conosciuti due accordi si possa e si debba formare una band!). Quello che avete tra le mani non è un ennesimo libretto sulla band di Los Angeles, no. Sono pagine che vi faranno fare un passo avanti sulla strada della conoscenza di un album fondamentale. Un disco con veri gioielli. E alcuni sono gioielli sfrenatamente gotici: come non citare la bellezza fulminante di The Crystal Ship. Pezzo che, per il chiaro riferimento a leggende celtiche, avrebbe sicuramente fatto innamorare i membri della Confraternita Pre-raffaellita di vittoriana memoria. Il dolore che trasuda freddo e umido da End of the Night o l’incestuoso sangue che sgorga da The End. Pezzo, quest’ultimo, che non può non ricordare In Cold Blood di Truman Capote e a causa del quale, soprattutto, sono certo, il Re Inchiostro Nick Cave avrebbe venduto l’anima per poter scrivere una murder ballad come quella. Insomma, ora basta, inutile aggiungere altro. Giuseppe Calogiuri vi ha invitato, vi ha aperto le porte e, come avrebbe cantato Ian Curtis: “This is the Way… step inside!” (Prefazione di Daniele De Luca)

Giuseppe Calogiuri (1978) è nato a Lecce e qui vive e lavora come avvocato specializzato in diritto d’autore e degli artisti. Alla professione affianca l’attività di chitarrista ed ha all’attivo un decennio di militanza nella prima tribute band salentina dei Doors, con la quale ha portato il sound della band di Los Angeles in giro per la Puglia. Giornalista e scrittore, tra i suoi lavori “Una buona giornata” (premio “Corto Testo”), “Tramontana” (Lupo Editore, 2012), “Cloro” (Lupo Editore, 2016).

iQdB edizioni di Stefano Donno / Sede Legale e Redazione: Via S. Simone 74 / 73107 Sannicola (LE) / Mail – iquadernidelbardoed@libero.it

Redazione – Mauro Marino / Social Media Communications – Anastasia Leo, Ludovica Leo

Guida alla Letteratura Esoterica a cura di Claudio Asciuti (Odoya)

Il termine “esoterismo”, nel linguaggio comune, è omnicomprensivo, raccogliendo dentro di sé qualsiasi concetto che spazi dal paranormale all’astrologia, dallo spiritismo alle dottrine orientali, non senza un significato traslato che si riferisce a qualcosa di incomprensibile. Quella esoterica è una letteratura che non ha un genere, ma che attraversa tutti i generi, accomunando scrittori di fama come William Somerset Maugham, Jorge Luis Borges, Dion Fortune, Honoré de Balzac e Novalis. I suoi ambienti sono le società segrete come i Rosa+Croce e la Golden Dawn, la Società Teosofica e i laboratori alchimistici, i mondi sotterranei e le grandi capitali. I suoi temi vanno dalla Qabbalàh ebraica ai Mondi ipogei, dall’Androgine alla lotta fra magia bianca e nera e alle evocazioni del diavolo. Una guida unica che racconta le vite di maghi come Aleister Crowley e alchimisti leggendari come Nicolas Flamel; che analizza tanto i grimori medievali e rinascimentali che vengono utilizzati dai protagonisti, quanto i romanzi odierni e gli pseudobiblici come il celebre Necronomicon. L’arte della letteratura esoterica è quella antica dell’Alchimia e della ricerca della Pietra Filosofale, dei rituali della magia cerimoniale e delle tecniche del corpo, ma anche quella che si nasconde nei regimi del XX secolo e nei partiti che li generarono, e i cui capi spesso ebbero una più o meno nascosta predilezione per l’occulto. La prima guida a fornire le coordinate storiche di dottrine come l’Alchimia, l’Esoterismo cristiano, la Teosofia, la Massoneria, i Rosa+Croce, seguendone le ricadute letterarie con i suoi scrittori: da Apuleio a Dion Fortune, da Honoré de Balzac a Novalis, da Dante Alighieri a Luigi Pirandello, da Gabriele d’Annunzio a Vincenzo Consolo…

Claudio Asciuti è nato nel 1956. Vive e lavora a Genova come insegnante. Da decenni si occupa di fantastico; ha pubblicato racconti e romanzi, ultimi dei quali La valle dell’eclisse (Urania Mondadori, 2010) e Dolce autunno a Morutri (Tabula Fati, 2014). Nel settore della saggistica ha collaborato alla Guida alla letteratura di fantascienza (Odoya, 2013) a cura di Carlo Bordoni. Ha curato le antologie Solo un Dio ci può salvare (Tabula Fati, 2015) e FantaLigustico (Liberodiscrivere, 2015).