L’ assassino. Il ritorno di Robin Hobb (Sperling & Kupfer)

Ci mettemmo a correre come lupi che fiutano una pista. Mi piaceva quella sensazione. Mi piaceva? Dare la caccia a qualcuno? Perché? Perché niente ti fa sentire più vivo. Tradotta in ogni lingua, dal bulgaro al cinese, Robin Hobb è oggi, insieme a George R.R. Martin, una delle più grandi firme del fantasy. – The Indipendent.

Tom lo Striato vive in pace con la famiglia nella tenuta che ha avuto in dono dalla Corona per gli anni di leale servizio. Ma dietro quella facciata di tranquillo e rispettabile signore di campagna si nasconde un passato turbolento. Perché Tom non è altri che FitzChevalier: discendente bastardo della dinastia dei Lungavista ed ex assassino di corte, che tutti credono morto e sepolto. Per il re si è sporcato le mani di sangue e ha perso ciò che aveva di più caro. Nelle sue stanze conserva ancora una pietra scolpita che ritrae un uomo, un lupo e un giullare. Un tempo, i tre erano amici inseparabili: Fitz, Occhidinotte e il Matto. Ma il secondo è morto da un pezzo e il terzo ha fatto perdere le sue tracce. Fino alla notte in cui una messaggera dalle dita bianche come il ghiaccio bussa alla porta del maniero, per poi sparire nel nulla senza lasciare alcun messaggio – solo una costellazione di stelle di sangue sul pavimento. Chi l’ha mandata, e che ne è stato di lei? È una notte strana, fatta di oscuri presagi e volti sconosciuti che arrivano a turbare una festa d’inverno. È il passato violento che fa irruzione all’improvviso nella pace del presente. E, da allora, niente sarà più come prima. Perché Fitz, per proteggere il suo nuovo mondo e le persone che ama, dovrà decidere se tornare a vestire ancora una volta i vecchi panni dell’assassino.

Arcadia. La nascita di un nuovo eroe di Diego Giustozzi (Booksprint)

“Arcadia” è il primo dei tre romanzi fantascientifici scritti dall’autore. Narra di un possibile futuro e di uno spazio sempre più senza confini, con astronavi tecnologiche che si spostano con velocità inimmaginabili ma è sempre l’uomo il protagonista. Infatti il romanzo parla delle avventure di un ragazzo che ha un sogno, il sogno di poter essere un eroe in un futuro pieno di insidie. Il ragazzo dovrà affrontare situazioni drammatiche, sentimentali e decisioni importanti.

Space is the Place. Storie di spazio, storie di spazi di Massimo Padalino. In libreria per Meridiano Zero il 10 febbraio 2016

Piccola co(s)mica considerazione: quando nasce una stella sono sempre in pochi ad accorgersene. Perché nel mondo così come nel cielo ce ne sono già tante, che una in più o in meno non fa poi tanta differenza. Poi quella stella comincia a brillare. Forte. Sempre più forte. Finché nessuno potrà più ignorarla e tutti la guarderanno con co(s)mica ammirazione. Ebbene, è in questo preciso istante che la parola stella diventa una metafora spaziale, poiché, oltre ai corpi celesti, comincerà a indicare le persone baciate dal destino, dalla fama, dalla santità, le belle donne, i begli uomini eccetera. Space is the Place è un oggetto letterario non identificato. Sorvola i cieli della letteratura rock come lo potrebbe fare un libro di Greil Marcus (vedi alla voce Lipstick Traces, ma togli punk e inserisci space rock). Space is the place è anche il titolo di un film «piuttosto facile da riassumere: dopo aver vagato nello spazio per anni a bordo di un razzo alimentato a musica, Sun Ra individua un pianeta che ritiene adatto alla rinascita della razza nera. Tornato sulla Terra, si ritrova nella Oakland del 1972 o giù di lì (dove le Pantere Nere sono nel mirino della polizia e dell’FBI). Per tutto il film Sun Ra lotterà contro il Sorvegliante, un demoniaco giocatore di carte che sfrutta la schiavizzazione del popolo nero. Sun Ra prometterà un “alter-destino” a chi vorrà seguirlo nello Spazio, ma il Sorvegliante, l’FBI e la NASA lo costringeranno ad abbandonare la Terra». Non solo Sun Ra è uno degli esponenti dello space rock tra i più citati nel volume, ma anche la trama del film –  utopica, visionaria e fuori di testa – ben rappresenta il lavoro di Padalino. Lasciati perdere i Beatles (che escono dalla porta per rientrare dalla finestra) e Vinicio Capossela (in questo caso definitivamente), l’autore parte a razzo nel cosmo della cultura e traccia legami tra 1) alcune concezioni della fisica contemporanea 2) alcuni topoi della fantascienza 3) alcune scoperte della tecnica musicale (il Theremin, il Moog, il Synth, l’Intonarumori di Luigi Russolo) 4) alcune visioni dell’urbanistica 5) alcune scoperte della NASA (il suono delle costellazioni e l’International Space Orchestra) e la musica. Definire quindi queste coltissime pagine “un saggio sullo space rock” è un insulto al libro e all’autore. Certo c’è molto su questo genere musicale, ma la prosa è diversa, magmatica: basti leggere le quattro “pennellate” con cui si dipinge quell’attimo di storia in cui una major decide di pubblicare il brano cosmico per eccellenza: Space Oddity di David Bowie.

«Il pianeta Terra è blu/E non c’è niente che io possa fare.

A dire il vero, qualcosa ci sarebbe, vero, David Robert Jones? Perché la tua storia ha qualcosa di davvero spaziale, che noi racconteremo così: Londra, maggio 1969. Dopo l’iniziale freddezza verso quella canzone, la Mercury Records ha finalmente deciso: il primo a registrarla sarai tu (che poi ne saresti l’autore). Bella mossa, Mr Jones, specialmente alla luce di quanto stiamo per scoprire. Suppergiù fra sessanta giorni, per l’esattezza martedì 20 luglio, accadrà un evento di portata… spaziale. Che notiziona, ragazzi! Ma le belle notizie non finiscono qui: “Ho appena ricevuto una lettera” ricorderà un giorno David-nessuno-mi-conosce-Bowie (alla vigilia della sua stratosferica trasformazione in David-tutti-mi-amano-e-mi-adorano-Bowie), “dice che vogliono pubblicarla come singolo”».

Coinvolgente, psichedelico, zeppo di riferimenti (tra gli altri compaiono John Cage, Albert Einstein, Lewis Carroll, Iannis Xenakis, David Byrne, gli Swan, Stockhausen…) la lettura di questo libro è controindicata per chiunque soffra di vertigini. È invece indicatissima per coloro che adorano la sensazione di risucchio nello stomaco e gli space trip in genere. Massimo Padalino ha collaborato con magazine musicali e quotidiani come Blow Up, Rockerilla, Il Mucchio Extra e il Manifesto; è stato redattore della webzine Movimenta e del digital magazine SentireAscoltare. Ha partecipato al volume collettivo Rock e altre contaminazioni: 600 album fondamentali (Tuttle Edizioni 2003); ha pubblicato due volumi con i testi commentati dei Beatles e una fortunata biografia su Vinicio Capossela. Vive a Torviscosa (UD).

Rituali quotidiani. Da Tolstoj a Miró, da Beethoven a Darwin, da Fellini a Marina Abramovic, da Proust a Murakami… di Mason Currey (Vallardi A.)

In questo libro Mason Currey disegna centocinquantuno ritratti inaspettati di creativi geniali, colti nella loro quotidianità privata e professionale: quando si alzano e si coricano, quando mangiano e lavorano, quando passeggiano o leggono o si preoccupano. Questi squarci curiosi ci rivelano abitudini, vizi, segreti, manie, capricci e fobie dei più grandi miti della letteratura, dell’arte, della scienza, della musica, del cinema… Un’opera che cerca di trovare risposte alla domanda: come si fa a coltivare, sollecitare, incanalare l’estro creativo?

Il quinto principio di Vittorio Catani (Meridiano Zero)

2043. Nel pianeta la democrazia è di fatto scomparsa. I più poveri vivono in città sotterranee come Uny (Underground New York). Lo strapotere politico-economico passa attraverso il controllo della mente. Ruolo fondamentale ha una nuova tecnologia delle telecomunicazioni, la “PEM”, protesi elettronica mentale, che consente una sorta di Internet psichica. Intanto il pianeta è scosso da una serie di cataclismi che sembrano violare ogni legge fisica e lasciano supporre i primi effetti di un ipotizzato Quinto Principio della termodinamica. Attraverso le vicende di vari personaggi, si delineano scenario ed eventi: un’asta occulta per la privatizzazione dell’Antartide allo scopo di fronteggiare la crisi idrica planetaria; un postcapitalismo a doppio binario basato su un’economia di indebitamento prossima al collasso totale; il ritorno della schiavitù legalizzata; corruzione sistematica; la creazione di enclaves di ultra-ricchi blindate e superdifese; l’Abolizione Scolastica; la privatizzazione e secretazione della ricerca scientifica e la cancellazione di quella pubblica.

La signora di Mediaset. La mia vita con Berlusconi e i divi della tv Fatma Ruffini (Mondadori Electa)

La TV vista da dentro. Fatma Ruffini, la lady di ferro di Mediaset, ideatrice di oltre cento trasmissioni è un pezzo di storia della televisione italiana e non solo. Per la prima volta, si racconta fuori dagli studi di Cologno Monzese, con una carrellata di immagini e aneddoti: dal primo incontro, nel 1981, con Silvio Berlusconi, ancora proprietario di TeleMilano, ai primi passi di Canale 5; dai successi straordinari del Karaoke, di Scherzi a parte e Stranamore ai tanti personaggi che ha scoperto e lanciato. Negli ultimi decenni, non c’è fenomeno televisivo che non abbia pensato lei, intercettando i gusti del pubblico o curiosando fra i mercati di tutto il mondo. La temuta signora della tv, unica donna nell’impero maschile del Biscione, parla di sé, del rapporto con i Berlusconi (Silvio e Piersilvio), della sua vita per gli ascolti. Con il fascino discreto di un personaggio potente cha ha sempre preferito il dietro le quinte. Anche nella vita. Lontana da feste e gossip: “Il successo può distruggerti. La famiglia vale molto di più”.

La parte cattiva dell’Italia. Sud, media e immaginario collettivo di Stefano Cristante e Valentina Cremonesini (Mimesis)

Cos’è il Sud Italia nella comunicazione di massa? Come viene narrato? Queste domande hanno rappresentato il punto di partenza dell’indagine proposta in questo libro. “La parte cattiva dell’Italia” analizza con gli strumenti della sociologia della comunicazione gli elementi di un racconto meridionale che si sbriciola in una perenne altalena tra stereotipi e occasioni di innovazione. Il quadro che ne scaturisce registra una consistente rimozione dell’antica questione meridionale e un suo slittamento ideologico e semantico verso un apparentemente più tranquillizzante “Fattore M”, cioè un viluppo di problematiche e di atteggiamenti interpretativi che si fanno via via più chiari indagando telegiornali e testate nazionali, siti internet e opinioni di protagonisti dell’industria culturale. Oggi che tutti gli indicatori confermano la drammatica condizione del Sud all’interno di una crisi profonda e perdurante, occorre ammettere che la rimozione di un terzo dell’Italia dal dibattito nazionale non aiuta né il Sud né l’Italia.