Il grande uno rosso di Samuel Fuller (Elliot)

Sam Fuller è stato un regista eccentrico e visionario, un gigante della filmografia indipendente. “Il grande uno rosso” è il suo capolavoro, basato sugli anni che trascorse nella Prima Divisione di Fanteria dell’esercito USA durante la Seconda guerra mondiale. Ci sono voluti vent’anni per realizzare sia il romanzo che il film, la cui storia ha per protagonista una piccola squadra composta da cinque soldati che l’autore segue dagli aridi paesaggi del Nord Africa allo sbarco in Normandia, per arrivare alla fine del conflitto con l’ingresso delle truppe alleate in Germania e poi nel campo di concentramento di Falkenau, in Cecoslovacchia. Atroci momenti di sofferenza e brutalità si alternano a commoventi scene di compassione e altruismo, scandendo una narrazione dal ritmo avvincente che contribuisce a fare di questo romanzo un classico della letteratura di guerra e un manifesto contro la sua brutale inutilità.

Impronte di Hasan A. Toptas (Del Vecchio Editore)

Ziya sale in ascensore. Ha in mano le chiavi del suo appartamento, pronto a riconsegnarle perché ha deciso di allontanarsi dalla frenesia ripetitiva della città, di andar via dall’enorme centro urbano in cui trascorre le sue giornate, segnato dal terribile momento in cui un attacco terroristico gli ha portato via moglie e figlio. L’angoscia esistenziale non gli lascia tregua. Sono passati trenta lunghi anni dal servizio militare, ma solo ora ha deciso di accettare l’offerta del suo vecchio commilitone Kenan, che all’epoca gli aveva descritto con nostalgia e incanto il villaggio in cui era cresciuto e aveva vissuto. Dopo gli anni della leva, Kenan vi si è ristabilito, ed è lì che è pronto ad accogliere Ziya. Gli ha preparato con grande cura e dedizione una piccola casa e un giardino. Ma, una volta arrivato nel villaggio, a Ziya sembra che la pace a cui anela non sia neanche laggiù: e allora si fa strada tra le ragnatele della memoria, per tornare al tempo in cui lui e Kenan hanno difeso il pericoloso confine turco-siriano, ai soprusi perpetrati dagli ufficiali, ai compagni filosofi uccisi negli scontri con i contrabbandieri, alla miseria del Sud-Est, alla ricerca del motivo per cui il suo vecchio amico si senta così stranamente in debito con lui.

Punto zero di Marc Pastor (Neri Pozza)

Nel 1887 Santa Isabel, incrocio di lingue e di popoli della Guinea equatoriale situato sull’isola di Bioko, sembra in tutto e per tutto il paesino di un presepe, con le sue casette minuscole collocate ordinatamente sul limitare della giungla. Da bordo del piroscafo con cui è arrivato, Moisés Corvo osserva i volti lividi e sorridenti dei coloni europei: guance scavate, occhiaie, labbra screpolate da innumerevoli malattie tropicali. Si palpa allora la tasca alla ricerca della sua pillola di chinino. Ha vent’anni e arruolarsi, condurre una vita avventurosa, vedere il mondo, allontanarsi da casa, poter fare quello che gli pare senza dover rendere conto a nessuno, è sempre stato il suo sogno. Quelli della “Infantería de Marina” non hanno certo dovuto cercarlo a casa per reclutarlo a forza! Nel 1887 sbarcano a Santa Isabel anche One, Two, Three, Four, Five e Six. Non hanno un altro nome perché non dovrebbero esistere. Gli agenti della Woodsboro Fields Co. li hanno comprati dalle puerpere al momento della nascita. Le madri: prostitute di York, di Brighton, di Manchester, di Nottingham e di Ipswich. Donne che li avrebbero nutriti a fatica, con il loro latte acido e dal sapore di fuliggine. La Woodsboro Fields Co. ha comprato per loro un altro destino. Li ha nutriti, li ha fatti studiare e li ha addestrati. Hanno un solo compito: rintracciare un certo Templeton Peabody, prezzolato dalla Woodsboro Fields Co. da tre anni perché accolga un giorno proprio loro, One, Two, Three, Four, Five e Six…

Il primo eroe di Marti Gironell (Longanesi)

Un sacchetto con poche pietre sacre e una fionda. Questo l’unico bagaglio del giovane Ynatsé di fronte all’enorme compito che lo attende: mettersi in cammino per salvare il suo popolo… Un Male misterioso sta mietendo vittime tra gli abitanti del Clan dei Cavalli, la tribù che vive sulle rive di un lago, a poca distanza dalle caverne dove un tempo abitava tutta la comunità e che adesso ospitano, oltre al culto dei defunti, i disegni di Baasi, lo stregone del clan… Ed è proprio il vecchio e saggio Baasi, che ha visto gli dei in sogno, a sapere cosa fare: il giovane Ynatsé deve lasciare il villaggio in cerca del Cerchio di Pietra, per trovare la cura in grado di salvare la sua gente. Anche se non vorrebbe abbandonare Aynires, la donna che ama, e il loro figlioletto, Ynatsé si mette in cammino. Ancora non può sapere che quello che lo aspetta non sarà un viaggio come tanti, ma la più grande avventura della sua vita. Un viaggio epico e iniziatico che lo porterà lontano dal mondo a lui noto, un’impresa rischiosa durante la quale verrà fatto prigioniero, sarà costretto a lottare contro mostruose creature marine e verrà chiamato a risolvere gli enigmi di una misteriosa comunità di donne. E quando sarà tempo di tornare a casa, sentirà di aver compreso una grande verità: per quanto distanti vivano, per quanto diverse possano apparire le loro abitudini e i loro costumi, gli uomini sono ovunque gli stessi… Da sempre.

Boy, snow, bird di Helen Oyeyemi (Einaudi)

Con i suoi personaggi a tutto tondo, le immagini sorprendenti, le osservazioni originali e le lucide verità, questo capolavoro parla al cuore e alla mente del lettore.

È una notte d’inverno del 1953 quando Boy Novak – lunghi capelli biondo ghiaccio e lineamenti delicati – scappa di casa lasciandosi alle spalle il padre violento di professione acchiapparatti. Da New York il caso la porta a Flax Hill, una cittadina del Massachusetts. Qui conosce Arturo Whitman, un gioielliere rimasto vedovo: è antipatia a prima vista e infatti, dopo poco, si sposano. Corollario del matrimonio è il ruolo di madre, prima vicaria e poi naturale. Ma se inizialmente il rapporto con la bellissima ed eterea Snow è magico, nel momento in cui nasce Bird tutto cambia. Arturo e la sua famiglia nascondevano un segreto che la bambina ha svelato e Boy si trasforma, con sua stessa sorpresa, nella crudele matrigna delle fiabe. Sono tante e diverse le donne che popolano il libro: Boy, Snow e Bird in primis, ma anche Webster, Mia, Mrs Fletcher, Julia, Olivia, Agnes, Clara. Tutte, chi dietro una facciata frivola, chi determinata, chi burbera, chi affettuosa, nascondono in maniera piú o meno consapevole una parte non trascurabile della loro natura. E poi, ovviamente, c’è Frances. L’identità: è questo il tema al centro del romanzo di Helen Oyeyemi. Quanto c’è di vero in quello che appare quando un abito può mascherare, un viso può mentire? Possiamo scegliere chi essere – prendere la porta, tagliare i ponti, coprire le tracce – o il passato, prima o poi, tornerà a inchiodarci? Esiste un modo giusto di reagire quando si scopre che la persona che ci dorme accanto, quella che ci ha tenuti in braccio da piccoli non è chi diceva di essere? I cattivi sono cattivi o hanno le loro ferite e giustificazioni? Non ci sono risposte semplici in Boy, Snow, Bird, dove anche la protagonista, smarrita, ammette: «Non so piú chi o cosa siano gli altri».

La musica segreta di John Banville (Guanda)

Alle prese con uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, John Banville compie il felicissimo azzardo di non fermarsi ai fatti, alle circostanze storiche, ma di servirsene per forzare e sondare dall’interno il mistero di una mente e di un’esistenza del tutto singolari.

Erede designato dell’impresa commerciale paterna, un labirinto di uffici e magazzini affacciato sul brulicante porto fluviale di Toruń, Nicolaus Koppernigk avverte ben presto, con un misto di terrore ed ebbrezza, che lo attende un destino più grande. Sensibile, brillante, infinitamente più dotato dei fratelli, come pure di compagni e professori, è attratto dalle stelle e dal funzionamento della «macchina del mondo». Alle prese con uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, John Banville compie il felicissimo azzardo di non fermarsi ai fatti, alle circostanze storiche, ma di servirsene per forzare e sondare dall’interno il mistero di una mente e di un’esistenza del tutto singolari. Così, in uno stile immaginoso e pittorico, prendono forma con straordinaria vividezza paesaggi esteriori ‒ la cittadina natale; l’Italia con le sue università: Bologna, Padova, Ferrara; il rifugio di Frauenburg ‒ e dilemmi interiori. Se fuori infuriano guerre e congiure, dentro si fronteggiano con esiti incerti la consapevolezza e l’imbarazzo di un’intelligenza superiore, il disperato bisogno d’amore e l’incapacità di viverlo fino in fondo, la visione folgorante di un sistema e lo sgomento umanissimo di fronte alle conseguenze delle proprie scoperte: il peso, troppo grande da reggere da soli, di dover scacciare la Terra, e dunque l’uomo, dal centro di un universo di cui si ha il raro privilegio di sapere ascoltare la «musica segreta»

Il cane a tre zampe di Galina Petrovna di Andrea Bennett (Longanesi)

“Solo una scrittrice eccezionale può esordire con un romanzo capace di far sorridere e di commuovere allo stesso tempo” – Daily Mail

Il cane aveva bisogni semplici: viveva di pane, patate e qualche avanzo di lardo. Non si sarebbe sognato di mendicare del cibo dalla tavola, ma se gli cadeva tra le zampe era un altro discorso. E Galja (così gli amici chiamavano Galina) non avrebbe mai pensato di mettergli un collare. Erano uguali, e avevano scelto di stare insieme in placida compagnia. Fino a quella maledetta sera… Una settantina d’anni molto ben portati, vedova da quaranta, senza figli, Galina Petrovna vive per la sua adorata cagnolina a tre zampe Boroda, in una placida quotidianità che si divide fra la casa, l’orto e il centro ricreativo per anziani di Azov, la cittadina russa dove ha sempre vissuto. Fedele alle proprie convinzioni, Galina (Galja per gli amici) rifiuta la corte del mite pensionato Vasilij, come rifiuta di mettere il collare alla sua Boroda, così chiamata per la sottile barbetta a punta che le conferisce un’aria molto simpatica. Ma Galja non sa che il mondo è spaccato in due: c’è chi come lei adora gli animali, li ama come se fossero esseri umani, e chi li odia ferocemente. Un giorno, proprio perché libera di vagare fra il giardino e la strada, Boroda viene imprigionata nel furgone del Disinfestatore, l’accalappiacani della città, e portata via. Galja chiede disperatamente aiuto a Vasilij, che le mette a disposizione il proprio sgangherato sidecar. Partiti all’inseguimento del furgone, i due anziani iniziano un’avventura che farà sorridere e commuovere allo stesso tempo, e che ci immergerà in una provincia russa post-sovietica dove il tempo sembra essersi fermato, popolata di personaggi vivaci, riottosi, imprevedibili. In poche parole, incredibilmente umani.

Va’, metti una sentinella di Harper Lee (Feltrinelli)

Il romanzo che ha generato il celeberrimo Il buio oltre la siepe, scritto da Harper Lee qualche anno prima dell’opera che l’ha resa famosa ma dove incontriamo per la prima volta alcuni degli stessi protagonisti, tra cui l’indomita Scout (Jean Louise Finch) e suo padre, l’avvocato Atticus Finch. Per la determinazione con cui preserva la sua privacy e per il suo silenzio letterario, Harper Lee appartiene alla stessa stirpe di J.D. Salinger: scrittori che in un’epoca di sovraesposizione mediatica hanno evitato i riflettori e smesso di pubblicare. – Marc Basset, la Repubblica

Ritrovato da poco nella casa natale dell’autrice, il manoscritto è stato dato alle stampe così com’era, senza revisione. Il testo descrive il ritorno di Scout da New York alla nativa Alabama nel bel mezzo delle proteste per i diritti civili dei neri. – Elena Molinari, Avvenire

“Il testo è stato dimenticato per più di sessant’anni e oggi ritrovato in una cassetta di sicurezza dove era stato sbadatamente archiviato come appendice. Siamo stati a Londra a leggere il manoscritto gelosamente custodito dall’agente. Abbiamo trattato i diritti. E oggi siamo felici di annunciare che i lettori italiani potranno leggere a Natale, per la traduzione di Vincenzo Mantovani (grande traduttore di Philip Roth, Saul Bellow e Richard Ford…). Ma perché è un caso editoriale? Senza dubbio perché è da questo “nuovo vecchio romanzo” che ha preso vita una delle opere più celebrate del Novecento americano, Il buio oltre la siepe. Pubblicato per la prima volta nel 1960, To Kill a Mockingbird (questo il titolo originale, alla lettera “uccidere un usignolo”) vince l’anno dopo il premio Pulitzer per la letteratura e nel 1962 ne viene tratto l’omonimo film con Gregory Peck, che ottiene l’Oscar per la sua interpretazione di Atticus Finch. Nel catalogo Feltrinelli entra in quello stesso anno, perché l’editore tedesco Rohwolt lo consiglia a Giangiacomo Feltrinelli e Giangiacomo decide immediatamente di pubblicarlo in Italia, a dispetto di qualsiasi previsione sullo scarso interesse del pubblico italiano per i temi del libro e per la critica del razzismo. Da allora, quel libro è diventato un insostituibile compagno di strada per l’editore e per i suoi tantissimi lettori, con infinite ristampe e un passaggio del testimone di generazione in generazione per oltre cinquant’anni.” – Dalla presentazione del Direttore editoriale Feltrinelli Gianluca Foglia

Tutto cominciò a Parigi di Cathy Kelly (Piemme)

Di tutti i posti dove un uomo può chiedere a una donna di sposarlo, quale può essere più romantico della cima della Torre Eiffel illuminata?

“Preparatevi a innamorarvi di questa storia che vi scalderà il cuore” – Sun on Sunday Fabulous Magazine

Nessuno, e infatti l’unica cosa che impedisce a Katy di urlare subito: SÌ! è solo la grandissima emozione, e la paura che l’anello possa fare un volo fino a terra. Da quel momento, per tutte le persone vicine a Katy e Michael, sarà il momento di festeggiare, e di prepararsi a un matrimonio in grande stile. Ma come sempre capita quando ci sono delle nozze in cantiere, per gli amici e i familiari degli sposi è anche il momento di guardarsi indietro, e riflettere sulla propria vita. E così Grace, la madre di Michael, inaspettatamente si riavvicina al suo ex marito, capendo che certi amori non finiscono mai davvero; Leila, la migliore amica di Katy, si rende conto che il vero amore è là dove lei non aveva ancora guardato; e Vonnie, capace di creare torte fantastiche, capisce che deve trovare qualcuno per cui valga la pena prepararle. E così, qualcosa cambierà, qualcosa finirà, qualcuno si troverà un nuovo +1 da portare con sé al matrimonio dell’anno. E qualcun altro, oltre Katy e Michael, si ritroverà all’altare. Da un’autrice da un milione di copie nel mondo anglosassone, una storia romanticissima fatta di tante storie, che si legge in un soffio e che celebra l’amore come una festa di matrimonio ben riuscita, di quelle che continui a parlarne per molto, molto tempo.